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Documenti falsi per permessi di soggiorno a Napoli

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Sgominata a Napoli un’organizzazione composta da afghani, pakistani e italiani che, dietro compenso, procurava documenti falsi per permessi di soggiorno in Italia. Per una delle persone fermate è stato disposto il carcere, due sono state collocate ai domiciliari. Per altre undici, invece, è scattato l’obbligo di dimora.

Tutti gli indagati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata a favorire l’immigrazione clandestina. Contestata anche l’accusa di falso ideologico e materiale.

L’organizzazione produceva falsi certificati di residenza, dichiarazioni di ospitalità e certificati di conoscenza della lingua italiana. Falsificati anche contratti di lavoro e iscrizioni alla Camera di commercio come commerciante. I documenti falsi permettevano di ottenere i permessi di soggiorno in Italia e quindi anche negli altri Paesi dell’area Schengen.

I guadagni illeciti finivano su conti correnti pakistani. Ciò era reso possibile dall’utilizzo, da parte dei soggetti coinvolti, dei circuiti di money transfer.

I provvedimenti sono scattati a seguito delle indagini iniziate dopo gli attentati realizzati in Francia e Belgio. Gli indagati, infatti, erano in contatto con persone residenti in Belgio e Francia. La documentazione falsa era stampata a Napoli. Da qui raggiungeva anche persone residenti in Belgio e Francia. La base dell’organizzazione era collocata nell’Internet point di uno degli indagati, abilitato all’invio di denaro attraverso i circuiti Western Union e Moneygram.

Tra le persone coinvolte figura anche un dipendente di una municipalità del Comune di Napoli. L’uomo, che si occupava del rilascio e del rinnovo delle carte di identità, dell’emissione dei certificati di residenza e degli stati di famiglia, aveva fissato un vero e proprio tariffario.