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Old, la vita in un giorno. Nuovo thriller di Shyamalan

Old

Distribuito nei cinema pochi giorni fa, Old si posiziona subito al primo posto nella classifica al box office. L’uscita nelle sale, inizialmente prevista per il febbraio 2021, è slittata al 21 luglio a causa della chiusura dei cinema imposta dalle normative anticovid.

 Old, che si palesa come il riadattamento di una graphic novel francese Castello di sabbia, è diretto da M. Night Shyamalan. Dopo Split (2016) e Glass (2019), il regista ritorna al cinema proponendo allo spettatore qualcosa di nuovo, ma sempre sulla scia del thriller. Nonostante il cast non presenti nomi del cinema particolarmente noti, la performance recitativa degli attori è eccellente. Il pubblico riesce, scena dopo scena, a percepire le emozioni, e le ansie dei personaggi.

Old: la trama

Old racconta di quella che sarebbe dovuta essere una normale vacanza. Guy e Prisca decidono di portare i loro figli in una sorta di resort paradisiaco, anche per affrontare la crisi che la coppia sta vivendo. All’inizio il luogo sembra meraviglioso, così come l’accoglienza. Il proprietario del resort invita la famiglia a fare un’escursione in una spiaggia misteriosa quanto suggestiva. Qui si trovano insieme ad altre famiglie, e sin da subito iniziano ad accadere cose strane. Prima il ritrovamento di un cadavere, poi la crescita estremamente veloce dei bambini sulla spiaggia. Tutti i personaggi cercano quindi di trovare un modo per fuggire da quel luogo paranormale, ma sembra non esserci alcuna possibilità di fuga. Ciò che accomuna tutte le famiglie è la presenza di almeno un componente malato.

Il tema portante della storia è sicuramente il tempo: il modo in cui esso scorre muta inevitabilmente i comportamenti e le scelte dei personaggi. Ci si interroga sul suo reale valore, e sul modo in cui siamo abituati  quasi a sprecarlo, senza rendercene nemmeno conto, fino a quando non si presentano situazioni anomale, come può essere una malattia.  Altro tema che viene accennato, senza però essere approfondito, è quello delle relazioni familiari. Guy e Prisca sono una coppia in crisi, e questo viene percepito anche dai loro figli, che sia nei loro ingenui giochi, ma anche nelle loro relazioni, manifestano  la paura del fallimento familiare.

La regia mima in più scene lo sguardo diretto del personaggio, offrendo inquadrature rapide e vertiginose, che accompagnano atteggiamenti e pensieri completamente rapsodici dei personaggi. Tutto ciò non fa altro che creare nel pubblico una sensazione di tensione costante, quasi disturbante. 

Il finale di Old si ricollega al suo inizio, creando così una struttura circolare. Un finale che cerca di dare alla storia una risposta quanto più razionale possibile, forse troppo razionale per il genere, che potrebbe inevitabilmente deludere le aspettative dello spettatore.