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Viaggio nella Sila a bordo di una locomotiva a vapore

Lo sbuffo di un treno, l’aria che immediatamente si riempie di carbone e l’emozione di partire alla volta dei paesaggi naturali della Sila a bordo di un’antica locomotiva. Ecco quello che ho sperimentato in un weekend di settembre nell’entroterra calabrese, ancora salvo dall’urbanizzazione selvaggia.
L’esperienza è stata preceduta da una tappa nel Parco Nazionale della Sila, che si estende fra Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria: sorge sull’altopiano della Sila, il più grande d’Europa, che risale ad un’era geologica addirittura anteriore agli appennini, in quanto la sua formazione è datata sui 300 milioni di anni fa.
Difatti all’interno del parco nazionale, ideale da percorrere anche in bicicletta o a cavallo, è possibile vedere alcune rocce preistoriche che ne testimoniano la veneranda età.

Il Parco Nazionale della Sila

Nel parco si possono intraprendere percorsi naturalistici molto belli, che consentono di immergersi nella boscaglia e apprezzare l’ambiente circostante attraverso tutti e cinque i sensi. Fra quelli che ho scelto c’è stato il sentiero faunistico. Questo dopo circa un chilometro permette di guardare da dietro la rete alcuni esemplari della fauna della Sila, come lupi, volpi o volatili vari. In realtà non è prettamente necessario sceglierlo. Camminando infatti ci si imbatte facilmente in altri animali, quali scoiattoli che si inseguono saltando sugli alberi, uccelli o piccoli mammiferi nelle loro tane.

Nel frattempo si ascolta il rumore del vento tra le fronde degli alberi, e si possono ammirare gli arbusti così come il terreno, che riserva altrettante sorprese. Una fra tutte la presenza massiccia di funghi, specie in questa stagione autunnale. Si tratta degli stessi deliziosi funghi che ho potuto gustare in un ristorate tradizionale. Qui sulla Sila il buon cibo impera, fra formaggi, salumi, carni tipiche, patate e castagne.
Alla termine delle passeggiate naturalistiche ho fatto una sosta sulle rive del Lago Cecita, lungo le quali pascolavano placidamente mandrie di mucche, completamente incuranti dei turisti. Il Lago Cecita è un bacino artificiale realizzato negli anni ‘50 sbarrando con una diga il fiume Mucone. È il più grande della Sila: il suo scopo è alimentare le centrali idroelettriche e fornire irrigazione ai campi.

A bordo dell’antica locomotiva

Il tragitto

Giunta alla stazione di Moccone, tappa di partenza del piccolo treno della Sila, mi sono accomodata in carrozza per godermi il breve viaggio che termina a San Nicola, passando per Camigliatello Silano. Il raro esemplare di treno a vapore, risalente al 1926, si chiama locomotiva 353. È una Borsig di fabbricazione tedesca alimentata da otto tonnellate di carbone e che può raggiungere al massimo 40 chilometri orari.

Costituita da pochi vagoni, conserva ancora gli interni originari, come ho notato appena seduta: dai bagni alle lampade ai finestrini. Mentre il treno sfrecciava sui binari, io e gli altri passeggeri siamo stati allietati dalla musica tradizionale calabrese eseguita da due musicisti, a rafforzare un’atmosfera particolare in cui sembrava di tornare indietro nel passato.

La locomotiva ha attraversato gallerie, boschi, vallate e pascoli, sbuffando di continuo e rumorosamente con zaffate di carbone. La guida di questo piccolo gioiello viene svolta ancora manualmente. Nella sala macchine in testa al treno si trova la caldaia, la cui fornace riempita di carbone fa da propulsore all’intero treno. Non per niente ogni volta che mi sono recata fuori dal vagone per poter ammirare il panorama, mi sono ritrovata ricoperta di minuscoli pezzettini di carbone che volavano nell’aria.

Come già detto, la meta finale del tragitto è la piccola stazione di San Nicola Silvana Mansio, dove è possibile rifocillarsi e gustare specialità calabresi. Questa stazione è la più alta d’Europa coi suoi 1440 metri di altezza, ed è circondata dalla vasta campagna come le altre due.
A colpire in questa esperienza sulla Sila è proprio la semplicità: la natura, la storia, il cibo… qui si respira aria di tradizione. Un’aria sana, lontana da quella delle mete del turismo più glamour, ed in grado di rigenerare tanto il corpo quanto la mente.

Per maggiori informazioni sul Treno della Sila clicca qui.